Le cascate del Doccione, nella valle dei pastori

06.01.2020

Immerse nella valle incantata di Fellicarolo (Fanano MO), lontano dalla mondanità, in un angolino di paradiso riservato a pastori ed escursionisti: le cascate del rio Doccione fanno la loro scenografica comparsa nel pieno del loro regime idrico.

E se la neve tarda ad arrivare noi non disperiamo e continuiamo a camminare in luoghi incantevoli! Oggi è stato il turno della valle di Fellicarolo, un posto di rara bellezza e tranquillità, a stenti frequentato anche in antichità per le sue caratteristiche più impervie e franose dell'adiacente valle di Ospitale, prediletta dai viandanti. Fellicarolo ha visto probabilmente più pecore che uomini nel corso dei decenni, votata principalmente alla pastorizia, è tutt'ora puntellata di teggie, le stalle usate come appoggio dai pastori durante la transumanza.

Ci incontriamo col nostro gruppo a Fanano e partiamo sorridenti per la strada asfaltata che ci abbandona di lì a qualche chilometro. Parcheggiati i mezzi è ora di ripercorrere i passi dei pastori, ci incamminiamo quindi su una strada bianca che zigzaga tra faggi ed antichi edifici di pietra.

Il fragore dell'acqua della cascata del Doccione echeggia nella valle, gli alberi spogli ci lasciano intuire che ci stiamo avvicinando a un grande corso d'acqua. Il Doccione ha un andamento torrentizio, in questa stagione è quindi al suo massimo splendore, arrivando ai piedi della cascata lo spettacolo si presenta magnifico e prepotente.

I partecipanti sono già a bocca aperta, ma l'escursione è appena cominciata! Risaliamo la destra idrologica del fiume su un tappeto di morbide foglie, mentre la cascata continua ad accompagnarci al fianco del sentiero. All'improvviso un ritrovamento: il cranio di un grosso cinghiale, probabile cena di un lupo!

I sentieri si snodano in ogni direzione, mentre noi ci dirigiamo verso il Gran Mogol, un rifugio autogestito, seguendo una carrareccia che ci guida tra antichi castagneti e piccoli guadi. Al momento della discesa una pausa al Rifugio Taburri ci offre un'accogliente pausa pranzo, per poi infine percorrere uno scenografico sentiero costeggiato da muretti a secco che ci riporta al punto di partenza.